Salem – Dark Days


Non hanno il timore referenziale di guardare avanti i redivivi Salem, formazione che i più attenti ricorderanno per il successo effimero legato al sette pollici “Cold as Steel / Reach to Eternity”, qui al come back ufficiale a solo tre anni di distanza dal precedente  “Forgotten Dream” disco che, in qualche modo, ne aveva rilanciato le quotazioni dopo un periodo di puro stallo compositivo.
Ed “Dark Days”, questo il titolo del nuovo arrivato, è in definitiva una raccolta di brani, ben undici per la precisione, che evidenziano ancora una volta il vettore caratteriale di una band dotata di quel carisma, e di quell'istintività, tali da attirare l'attenzione sia dei vecchi appassionati di sonorità vintage, che delle giovani leve, e questo grazie ad un melange compositivo, attorno al quale si convogliano heavy rock di matrice tipicamente britannica, e partiture musicali tacitamente melodiche, che convivono in perfetta simbiosi.
Certo, la qualità di scrittura, la malizia, così come la spontaneità, non sono certamente paragonabili a quelle dei tempi migliori, anche se la verve, così come la padronanza strumentale, sono nettamente migliorate, e si mettono al servizio di una forma canzone abbastanza contratta che, se da una parte riesce a dare vita ad una serie di episodi che vivono dell'alternanza fra dissonanze metalliche e partiture più melodiche, dall'altra si permea lungo composizioni calibrate e coinvolgenti.
Dimenticate il passato, questi sono i nuovi Salem, prendere o lasciare....
(Beppe Diana)
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